Una novità importante sta per arrivare nel mondo della musica d’ambiente per le attività commerciali. Dal 2026, un accordo tra SIAE, SCF e Nuovo IMAIE introdurrà un modello di “sportello unico” (One-Stop-Shop). L’obiettivo dichiarato è semplificare la vita agli esercenti, permettendo loro di gestire i pagamenti per diritti d’autore e diritti connessi attraverso un solo interlocutore: la SIAE.
Cosa cambia (sulla carta): In teoria, per il pagamento, non dovrai più interfacciarti con tre enti separati. La SIAE raccoglierà i compensi anche per conto di SCF (che rappresenta i produttori fonografici) e Nuovo IMAIE (che tutela artisti interpreti ed esecutori), inclusi altri organismi che questi ultimi rappresentano. Sembra una buona notizia per ridurre la burocrazia.
Ma è davvero una semplificazione per te? La verità è più complessa. Nonostante l’intento, la realtà per chi diffonde musica nella propria attività potrebbe non essere così “semplice” come appare:
- Pagamenti ancora distinti: La SIAE invierà comunque MAV separati: uno per il diritto d’autore e uno per i diritti connessi. Questo significa che, anche se l’interlocutore è uno, la distinzione tra i tipi di diritti e i relativi costi rimane. Non si tratta di un’unica fattura onnicomprensiva in senso stretto.
- La “frammentazione” persiste: Questo accordo risolve solo una parte del problema della frammentazione che ben conosciamo. Non copre automaticamente tutta la musica che potresti voler diffondere, né elimina i rischi se utilizzi fonti musicali non controllate (ad esempio, servizi di streaming consumer, playlist personali o cataloghi royalty-free che non garantiscono la piena liberatoria da ogni diritto). Se la musica che utilizzi non rientra negli accordi di queste collecting societies, resti scoperto.
- La verifica resta tua: Spetta comunque a te assicurarti che tutta la musica riprodotta nella tua attività sia correttamente licenziata. L’accordo facilita il pagamento di ciò che rientra nelle loro competenze, ma non ti esonera dalla responsabilità di verificare l’origine e la copertura di ogni brano.
L’accordo rappresenta un passo avanti nella gestione dei rapporti tra le collecting societies, ma per l’esercente non si traduce in una vera e propria “soluzione totale” per la musica d’ambiente. La semplificazione amministrativa è parziale.
La vera tranquillità e l’unica, reale semplificazione arriva scegliendo un partner che ti offra un catalogo musicale completamente legale, con tutti i diritti già risolti e un unico, chiaro costo. Senza sorprese, senza MAV aggiuntivi e senza preoccupazioni legali.